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Matrix

Questo film parla di Matrix, il mondo in cui è vissuto Thomas Anderson (chiamato da tutti Neo)il protagonista, fin dalla sua nascita. Questo però è solo una simulazione, infatti il mondo reale è dominato dall’intelligenza artificiale, che ha sottomesso il genere umano, e lo sfrutta per produrre energia elettrica. Gli uomini vengono quindi coltivati in campi sterminati e una volta cresciuti abbastanza, trasferiti in enormi batterie. Qui le persone sono collegate tramite connettori che vanno direttamente nel cervello e nelle principali terminazioni nervose al mondo in cui credono di vivere, che è come quello che conosciamo noi. Esistono anche degli agenti, programmi creati dal computer, all’interno di quel mondo virtuale che si occupano di eliminare ogni possibile minaccia al sistema. 

Alla fine Neo, dopo averli sconfitti, insieme agli altri personaggi, scopre di essere il prescelto e acquisisce abilità per percepire e controllare Matrix. Il film si conclude con lui che fa una telefonata appunto da Matrix in cui dice alle macchine che mostrerà ai prigionieri un mondo dove tutti è possibile, poi stacca e vola via.

Il significato filosofico di questo film è riconducibile al mito della caverna di Platone. 
Il filosofo che esce dalla caverna non aumenta le proprie conoscenze, bensì le rende più chiare, più vicine alla realtà. Se prima conosceva solo le ombre delle cose, piano piano impara a conoscere le cose reali, e poi le idee. 







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